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GREEN-FEEL, UN ESEMPIO PER IL FUTURO CAMPANO scritto per INFORMARE gennaio 2016

  • Barbara Giardiello
  • 17 gen 2016
  • Tempo di lettura: 3 min

Ai margini della Terra dei Fuochi, lì dove la vita si mescola alla morte esattamente come la madre terra si mescola ai rifiuti tossici, è cresciuto un frutto di operosità legato all’amore per il territorio e alla fede identitaria. Nel marzo 2014 in via Domiziana (Licola-Giugliano) è nata Green-Feel, la prima start-up in Campania di biodistretto basato su ecosostenibilità e bisogni eco-socio-culturali di abitanti dell’area flegrea e non. E’ un progetto di sviluppo nato su iniziativa di AMD (Associazione per il Meridionalismo Democratico), i cui soci fondatori sono Marco Fantasia, Sergio Bravi, Mario Grassini e Nicola Olivieri, presidente di AMD che ci spiega dinamiche e prospettive future.

Nicola, come si articola Green-Feel? “In una prima fase il progetto ha previsto la destinazione di parte dei 15.000 mq di un terreno ad orti urbani. La proprietà è di una nostra associata, non era mai stata coltivata e ci è stata concessa in comodato d’uso. E’ stata suddivisa in 24 orti sociali da 50 mq, dati in affidamento a singoli associati per l’autosostentamento su direttive del comitato di gestione per le tecniche di agricoltura biologica e biodinamica. La quota mensile è di 10 euro per il mantenimento e la gestione in pulizia dell’intera area. Il progetto successivamente si è ampliato, assumendo connotazioni più ambiziose nella sua attuale dimensione di EcoVillaggio”. La superficie destinata agli orti sociali, e quindi direttamente coltivata dagli associati, è dunque di 1.200 mq. Che uso fate dei restanti 13.800 mq? “Dalla semplice fase orticola individuale abbiamo creato un’attività sociale attraverso la realizzazione di una vasta area ortofrutticola coltivata da me e da altri 4 associati che, con l’ausilio di attrezzature e lavoranti a giornata, produce a 1/3 del prezzo medio della grande distribuzione chimica. I frutti di tale produzione sono destinati, su richiesta e disponibilità stagionale, agli iscritti al Gruppo di Acquisto Solidale che non coltivano direttamente. V’è poi la possibilità per tutti, ortisti e iscritti al Gruppo, di usufruire delle aree comuni (relax e ristoro) e di partecipare ai periodici eventi di aggregazione sociale e culturale, quali cene-spettacolo, concerti, seminari”. Parlate di prodotti ‘biopuri’, cosa significa?

“Attraverso la Facoltà di Agraria della Federico II di Napoli abbiamo fatto una ricerca nel terreno e nell’acqua di tutti gli inquinanti chimici, perchè abbiamo realizzato anche un pozzo che pesca a 14 metri: non è emersa la presenza di alcun inquinante chimico nè biologico. Naturalmente gli esiti di tali controlli sono resi pubblici sul nostro sito al link http://www.green-feel.org”.

Quali sono i vostri prodotti tipici? "I nostri prodotti tipici sono il Pomodorino del Piennolo, il Pomodoro Cannellino Flegreo, il Pomodoro Rio Grande, le Zucchine, le Melanzane, i Fagioli di Controne, la Zucca Hokkaido, i Peperoncini Bacio di Satana. Abbiamo poi coltivazioni rare come la Roveja, le Patate Viola del Perù, l’Okra, i Fagioli Arikara, i Fagioli Orca e i Fagioli Hidatsa”.

Green-Feel accoglie animali? “Galline ovaiole in piena libertà che dispongono ciascuna di 25 mq in un’area di circa 1000 mq, recintata con annesso frutteto, e apicoltura quale monitoraggio ambientale sono il nostro orgoglio. Abbiamo cominciato con 3 arnie, oggi ne abbiamo 12 con una popolazione di 500.000 api e un miele di altissima qualità. Pratichiamo un’apicoltura di tipo etico, eco compatibile e sostenibile dal ciclo biologico delle api. Non preleviamo né pappa reale né polline per non arrecare danno all’ape regina e alle api operaie, non usiamo antiparassitari o antibiotici, ci limitiamo alla raccolta di miele ed eventualmente cera una volta all’anno insieme alla raccolta di propoli, stando attenti a non causare alcuna alterazione all’equilibrio faunistico dell’alveare”. Qual’è la speranza di Green-Feel? “Essere un modello ispiratore e replicabile per la riappropriazione e la riqualificazione territoriale di aree devastate, con punti di aggregazione socio-culturale per una ritrovata identità”. Dunque un esempio di eccellenza campana, espressione della volontà di autonoma ripresa lì dove le Istituzioni da sempre latitano, sia in termini occupazionali che di controllo e di bonifica ambientali. Esempi cui ispirarsi, per favorire la produzione locale di prodotti certificati, freschi e genuini a km 0, valorizzati dal contatto diretto con la terra, dalla conoscenza di tecniche ortofrutticole, dall’occasione di scambio e di aggregazione nel piacere di confronti conviviali verso un’identità territoriale trascurata. Perché ricordare chi siamo con moderno orgoglio campano, implementare le nostre ricchezze con ingegno e proiezione al futuro sono la migliore garanzia per il nostro sviluppo.

Barbara Giardiello


 
 
 

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