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LE DUE SIRENE - LIVIN’ AND LOVIN’ NAPLES scritto per INFORMARE marzo 2015

  • Barbara Giardiello
  • 8 mar 2015
  • Tempo di lettura: 4 min

Napoli non concede incertezze: la si ama o la si odia. C’è chi poi l’ha talmente radicata in sé da decidere di vivere ispirandosi ad essa. E’ stato il caso di Ilaria Iodice, che dalla sua città traeva la ragione d’essere. Laureata in Cultura e Amministrazione dei Beni Culturali alla Federico II, arricchì il suo bagaglio di fameliche letture su Napoli, che in breve divenne il suo ‘amore più grande’, con le proprie luci ed ombre, sfaccettature e contraddizioni da svelare e divulgare. Ilaria ripeteva sovente: “Io ho due mamme e una di queste è Napoli”. Nel 2013 era stata direttrice del Lanificio 25, un laboratorio per le arti contemporanee al cui interno si svolgono attività culturali per la riqualificazione della città, ma soprattutto del ‘rione’ in cui Ilaria era nata e che sentiva tatuato sulla pelle: Porta Capuana. Il Lanificio 25 è una sintesi di storia e contemporaneità, nato come luogo sacro: il complesso architettonico è pertinente all’insula quattrocentesca di Santa Caterina a Formiello ed è parte del chiostro dell’omonima chiesa. Trasformato in fabbrica di lana ai tempi borbonici, si è reinventato nei secoli, diventando oggi sede della Carlo Rendano Association. L’amore di Ilaria per Napoli, ereditato da una tradizione familiare anche attraverso l’immagine di un nonno che scriveva poesie, canzoni e commedie in dialetto, si consolidò ai tempi del liceo, quando la sua convinzione di dover ‘emigrare’ per osservare i capolavori dei più grandi maestri d’arte venne smentita da una scoperta: studiando Caravaggio e le sue opere, scoprì che le ‘Sette opere di Misericordia’ erano a un passo, in via dei Tribunali, al Pio Monte della Misericordia. Fu allora che decise di voler rimanere qui. Insieme a Valeria, la sorella con la quale aveva un forte legame, nel giugno 2014 formalizzò l’idea di un’associazione Onlus per la promozione territoriale attraverso passeggiate culturali aperte a napoletani e turisti nell’esplorazione di quartieri e strade istituzionalmente trascurate, fisicamente degradate, ma artisticamente ricche, come il Rione Sanità e Porta Capuana. L’associazione, chiamata Le Due Sirene, si è dunque ispirata al desiderio di creare ‘una consapevolezza storica, artistica e culturale, identificativa del territorio campano e napoletano’, attraverso l’acquisita esperienza nel campo del turismo, dell’arte e della cultura partenopea di Ilaria e Valeria. Porta Capuana, definita rione e non quartiere, ha oggettivamente una propria identità, un’edificazione millenaria costellata di bellezze monumentali (San Giovanni a Carbonara - XIV sec, Castel Capuano - XII sec, Porta Capuana - XV sec), tradizioni culinarie e artigiane, eppure non rientra nei più classici e rinomati percorsi turistici, anzi è lasciata ai margini dell’attenzione amministrativa, in uno stato di incuria. L’associazione Le Due Sirene ha quindi inserito nel suo progetto di riqualificazione i principali monumenti del rione: dalla Chiesa di Santa Caterina a Formiello, con i suoi chiostri inglobati nell’ex lanificio Sava, alla Porta Capuana, con le altre torri della murazione aragonese, dalla Fontana del Formiello, alle spalle del Castel Capuano, all’edicola monumentale di San Gennaro, sul sagrato della Chiesa di Santa Caterina a Formiello. Alla fine di giugno 2014, però, Ilaria scopre di avere un male incurabile, un male che a 27 anni impietosamente a fine agosto le toglie la vita. La vita, ma non i progetti ad essa legati, perché Valeria persevera anche in suo nome. E così l’associazione, per celebrarne la memoria, decide di promuovere il restauro di due emergenze monumentali molto care alle sorelle Iodice: la Fontana del Formiello e l’edicola con il busto di San Gennaro. Ottenuta l’autorizzazione dalla Soprintendenza per i BAPSAE (Beni Architettonici, Paesaggistici, Storici, Artistici, Etnoantropologici) per Napoli e provincia e dalla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Napoli, lo scorso 9 gennaio la presidente Valeria ha affidato i lavori alla Ditta certificata VN Restauro s.a.s., avviando contestualmente una raccolta fondi. Il crowdfunding si articola attraverso una serie di iniziative, pubblicate sulla pagina www.facebook.com/LeDueSireneNapoli. Ad oggi il restauro della fontana è praticamente terminato, ma il più complesso e articolato restauro del busto di San Gennaro deve ancora cominciare ed occorrono ulteriori contributi. L’obiettivo è di 50.000 euro ed è possibile consultare la tabella delle donazioni (aggiornata una volta alla settimana da Valeria) sul sito dell’associazione all’indirizzo www.leduesirene.it/restauro. Pertanto per chiunque voglia contribuire in nome dell’amore verso Napoli, per chiunque voglia partecipare a questa adozione in nome della bellezza e dell’arte, è possibile effettuare un bonifico bancario intestato a LE DUE SIRENE - IBAN: IT87Q0103003403000001824522 o tramite pagamento PayPal al seguente link www.leduesirene.it/restauro

Per qualsiasi info, invece, contattare Valeria Iodice all’indirizzo leduesirenenapoli@gmail.com

Era ancora direttrice del Lanificio 25 quando, nel corso di un intervento alla prima assemblea regionale del Comitato ‘Io voglio restare - Campania’, nel marzo 2013 Ilaria pronunciò queste parole: “Quando me ne sono andata da Napoli per 6 mesi di merda ho perso tutto quello che avevo costruito, tutto, compresi i punti fermi, compreso il lavoro che amavo, compresa la persona a cui volevo bene, comprese le ‘prete’ di tufo, gli intonaci, il basolato, i ragazzi con gli occhi azzurri che ti sorridono dai motorini. Io sono Napoli, in 25 anni che sto qua (adesso 26) mai una volta qualcuno mi ha sentito dire ‘Napoli città di merda, Napoli città difficile, Napoli nun po’cagna’’. Mai, mai nessuno. E Napoli mi ha premiata, Napoli mi ha dato le opportunità che cercavo, perdendomi nel suo ventre e nella sua storia ho concluso la prima opera scritta della mia vita per la quale continuo a ricevere complimenti. Non l’ho maledetta e Napoli non mi ha punito”.

Purtroppo te ne sei andata per sempre, Ilaria, ma sei stata tanto forte da lasciare inestinguibile la tua traccia, in un’eco di voci che risuonano sulla tua e attraverso la caparbietà di Valeria, il coraggio dei tuoi genitori e il sostegno dei tanti che, come te, nutrono il sogno di una Napoli più bella.

Barbara Giardiello

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