NON SI PUO' FARE PROPAGANDA SULLA TERRA DEI FUOCHI scritto per INFORMARE gennaio 2015
- Barbara Giardiello
- 23 gen 2015
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Non ho mai considerato Gigi D’Alessio un vanto canoro per la nostra città, ma quando ho appreso che avrebbe promosso le eccellenze campane nel corso del concerto di Capodanno, in diretta da Piazza del Plebiscito su Canale 5, ne ho apprezzato lo spirito di napoletano legato alle sue radici. L’aggiunta di una raccolta fondi per il Santobono Pausilipon, volta a finanziare il progetto di ridefinizione strutturale del Pronto Soccorso del polo pediatrico che ogni anno accoglie 120mila pazienti, ha accresciuto la mia percezione di volontà benefica. Quella sera, in un ascolto distratto, sono stata catturata da un comunicato, visibilmente indotto da una lettura: “Solo l’1% della Terra dei Fuochi è contaminato e non è neppure coltivato, le bonifiche e il monitoraggio sanitario sono partiti, persino la Regina Elisabetta acquista i nostri prodotti a Caivano”. Questo il messaggio lanciato sul territorio nazionale con allegra leggerezza, come se le morti sterminatrici di famiglie e quartieri, gli sversamenti abusivi, il via vai di camion tossici che per anni hanno attraversato indisturbati l’Italia, le discariche a cielo aperto, l’alto tasso di mortalità tumorale infantile, poco adducibile ad errato stile di vita, fossero parte della trama di un film horror. Immediate le reazioni. La sera seguente, esattamente un anno dopo l’inchiesta ‘Inferno atomico’, LA7 ha trasmesso uno speciale sulla Terra dei Fuochi, condotto da Sandro Ruotolo. Sul web ognuno si è espresso, da oncologi a preti a ricercatori a comitati civici ed ambientalisti che ogni giorno lottano e denunciano. D’Alessio ha replicato pubblicamente a tanto scalpore, spiegando la sua buona fede: “Ribadisco che tutti i dati che ho letto mi sono stati forniti dall’Istituto di Profilassi Nazionale e da una recente sentenza della Cassazione, oltre a diversi Magistrati campani”. E ancora: “Ribadisco di non avere preso mezzo euro dalla Regione Campania, che ha semplicemente intuito il successo della serata e ha quindi investito 600mila euro in marketing e billboard: quei soldi sono andati a Mediaset, non certo a me. Ho la coscienza a posto e anche per questo, giovedì prossimo, sarò ad Anno Zero”. Puntata poi dedicata alla strage nella redazione francese del settimanale ‘Charlie Hebdo’, in cui hanno perso la vita 12 persone. Ma di cosa parlava, dunque, D’Alessio? Probabilmente di un articolo pubblicato da ‘Il Mattino’ lo scorso 25/12, relativo ad una campagna rassicurante della ‘Task Force Pandora’ sull’uso indiscriminatamente sereno dei prodotti ortofrutticoli e zootecnici campani (Napoli e Caserta). E della ‘Relazione di sintesi del marzo 2014’, redatta dal Ministero delle politiche Agricole e Forestali sulle attività di mappatura dei terreni agricoli. Nel corso di una conferenza stampa a Castel Volturno, il 13 marzo 2014, il ministro Martina parlò infatti di un 2%, riferimento parziale ed inattendibile, trattandosi di dati chiusi nei cassetti di enti diversi da 10 anni e relativi a 57 degli 88 Comuni interessati dal monitoraggio (i 1.076 Km2 rappresentano la superficie totale dei 57 Comuni, quindi anche le aree urbanizzate). Nel frattempo i 1.500 siti contaminati, citati nel piano bonifiche, restano innominati ed ignorati. Senza riuscire a trovare giustificazione alcuna per la superficialità del cantante, non resta che concludere che viviamo in un paese dove c’è chi è disposto a darsi simboliche (si spera) pugnalate nella rivendicazione di meriti e azioni, chi con i soldi pubblici supporta la propria campagna elettorale, chi tranquillizza la popolazione senza monitoraggi certi, chi adduce a stili di vita le cause tumorali in assenza di screening scientificamente, temporalmente e territorialmente attendibili. In una terra abusata, ingannata, abbandonata, dove l’informazione è confusa, la disinformazione diffusa, la speculazione devastante. Barbara Giardiello
