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LARGO ENRICO BERLINGUER scritto per INFORMARE gennaio 2015

  • Barbara Giardiello
  • 23 gen 2015
  • Tempo di lettura: 2 min

Il 21 giugno 2011 i ragazzi di www.enricoberlinguer.it lanciarono una petizione, chiedendo al sindaco Giuliano Pisapia di dedicare una piazza allo scomparso segretario del Partito Comunista in occasione del 90° anniversario della nascita. Furono raccolte ben 10mila firme ed il 25 maggio 2012 a Milano avvenne l’inaugurazione di Piazza Enrico Berlinguer. Considerato il successo dell’iniziativa, medesima petizione fu lanciata ad altri 7 sindaci, incluso il sindaco di Napoli Luigi de Magistris che, lo scorso 20 dicembre alle ore 12.30, ha inaugurato Largo Enrico Berlinguer. La cerimonia si è svolta di fronte alla fermata Toledo della linea 1 della Metropolitana, tra Via Toledo e Via Armando Diaz, alla presenza delle figlie Bianca e Maria Berlinguer, dello storico Guido D’Agostino, dell’ex capo della segreteria di Berlinguer, Aldo Tortorella. La figlia Bianca, direttore del Tg3, ha ricordato il comizio del 1976 tenutosi alla Mostra d’Oltremare in occasione della Festa dell’Unità, sottolineando il legame del padre con la nostra città che, in quell’occasione, definì ‘la nostra cara Napoli’. “Ringrazio tutti i napoletani presenti - ha poi aggiunto – è bello che oggi ci sia qui tanta gente a ricordarlo”. Il sindaco de Magistris, che ha intonato ‘Bella ciao’ sventolando la storica bandiera del Pci, ha dichiarato: “Essere comunisti non è una brutta parola, Napoli si conferma una città di tradizioni antifasciste”. Tra il pubblico molti nostalgici, ma anche alcuni ‘soliti noti’ del vecchio Pci/Pds. Antonio Bassolino, scrittore, blogger (come lui stesso si definisce) e soprattutto vetusto politico che con intaccata perseveranza persiste nel panorama politico locale (e nel suo controllo). Andrea Cozzolino, attualmente parlamentare europeo sulla cresta di un’onda mai infranta che si affaccia, con ben nota combattività, alle prossime primarie regionali del Pd, rinviate per la terza volta al 1 febbraio. Il tutto nel clamore delle solite polemiche, all’interno di una città sempre più vergognosamente spaccata tra ‘sostenitori ed oppositori ad oltranza’, parimenti ciechi ed ottusi per faziosità di giudizio sulla nostra amministrazione. La foto del sindaco con la bandiera rossa ha sollevato le ben prevedibili reazioni sui social, dalle solite irriverenti derisioni alle inquietanti decantazioni su possibili futuri ruoli istituzionali, di guida ed alternativa nella creazione di ‘soggetti politici collettivi’. Non credo che un tal riconoscimento al grande statista, peraltro su spinta di una petizione, dovrebbe generare inconsulte reazioni. Un muto rispetto cittadino, una discreta presenza sarebbero il miglior tributo con cui onorare un grande italiano. Barbara Giardiello

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