25 novembre 2014 - Giornata mondiale contro la violenza sulle donne
- Barbara Giardiello
- 25 nov 2014
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Temo che la vita di tutte le donne sia immancabilmente segnata, dai tempi dell’infanzia, da incontri/scontri che non qualificano il genere maschile, minando dunque il loro rapporto con esso. Molte perdono completamente la fiducia negli uomini, tanto da veder penalizzata la propria vita affettivo-sentimentale, altre vedono pregiudicati gli equilibri della propria vita sociale e lavorativa. In questa giornata sarebbe troppo scontato rimarcare le infinite nefandezze di cui la maggior parte degli uomini riesce a macchiarsi con disinvoltura, assumendo sovente comportamenti volgari ed infimi per vigliaccheria e meschinità.
Voglio piuttosto dedicare un pensiero alle donne. Innanzitutto alle donne che amo. Donne coraggiose, donne intrepide nel farsi valere in società ancora mentalmente e strutturalmente maschiliste. Donne che non cedono a prestabilite regole di compromessi sociali, familiari, professionali, interpersonali, umani. Donne libere nella mente, nel cuore, nella percezione del mondo, nella libertà di essere e potere secondo la propria natura e non in funzione di canoni prestabiliti. Da chi, poi? Donne femmine, donne madri, donne professioniste, donne compagne/mogli, donne lavoratrici, donne artiste. Donne ossimoro, nella magica, naturale, mistica opposizione tra forza e fragilità.
Voglio dedicare naturalmente un pensiero anche alle donne che non amo. Donne schiave nella mente, che hanno smarrito memoria e dignità. Donne ‘crocerossine’, che fanno della propria vita funzione di sostentamento alla vita altrui, quella di uomini viziati, deboli, approfittatori. Donne incapaci di reagire non per impossibilità, per timore, per effetti circostanziati, ma per dipendenza mentale e materiale dal genere maschile, che di maschio ha solo il simbolo fallico. Donne che usano ed abusano del proprio corpo come la bancarella dei dolciumi nelle feste natalizie, presa d’assalto da golosi, avidi e iperglicemici panciuti d’ogni specie. Donne lamentose, isteriche, competitive, gelose, timorose, che fanno dell’apparente, fasulla serenità familiare l’unica ragione di vita.
A voi tutte l’augurio di non smarrirvi mai, di lottare per la vostra integrità, di proteggervi e proteggere la serenità mentale dei vostri figli, di sorridere alla vita solo al fianco di ‘uomini’ e non di bipedi senza cervello, senza personalità, senza anima. Barbara Giardiello