Daniza
- Barbara Giardiello
- 13 set 2014
- Tempo di lettura: 2 min
Leggo in questi giorni commenti che mi lasciano perplessa. L’arroganza umana, che convince molti bipedi della loro presunta superiorità, ha acceso sui social network animate discussioni sull’amara fine dell’orsa Daniza.
Proveniente dalla Slovenia, fu trasferita in Trentino nel 2000 nell’ambito di Life Ursus, un progetto finanziato dall’Unione Europea a favore dell’ultimo nucleo di orso bruno delle Alpi italiane. Daniza ha fatto il suo dovere, ha dato alla luce dei cuccioli, ma purtroppo a ferragosto un incauto cercatore di funghi, nei boschi di Pinzolo, si è avvicinato troppo alla sua giovane prole, scatenando una legittima reazione nella madre protettiva. Il cercatore di funghi è stato ferito e ciò ha causato la necessità di un monitoraggio intensivo, perché Daniza si è improvvisamente trasformata in orco. La caccia ad alcune pecore, dettata dal prossimo letargo e secondo un ordine naturale della famosa catena alimentare, ha poi esasperato gli animi. Un paio di giorni fa, secondo quanto riferito dalla Provincia Autonoma di Trento che aveva emesso l’ordinanza contro l’orsa, si erano creato le giuste condizioni per la cattura. La telenarcosi, però, non ha salvaguardato l’incolumità della povera Daniza che, come ipotizzato, potrebbe esser rimasta uccisa da una dose troppo massiccia di anestetico, considerate le sue condizioni debilitate da fuga ed allattamento. E’ stata aperta un’indagine dal Corpo Forestale dello Stato per i reati di maltrattamento di animali e uccisione senza motivo reale. Uno dei cuccioli, catturato con la madre, è stato dotato di marca auricolare e messo in libertà. Molte le reazioni di protesta da parte di animalisti, l’Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali) ha persino richiesto le dimissioni del Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti. Eppure c’è chi parla di Daniza come di un pericolo che andava necessariamente eliminato, come se l’orsa non avesse agito e reagito nel pieno rispetto della sua natura, violata ancora una volta dall’ardita, inconsulta, superficiale leggerezza umana. C’è chi si risente persino per l’attenzione mediatica verso un animale, con tutti i morti umani di cui siamo costretti a prender visione sui nostri rotocalchi. Dissento. L’uomo ha spregiudicatamente violentato il pianeta, ha arrogantemente devastato i suoi equilibri, ha alterato i naturali bioritmi in nome di una discutibile superiorità, prendendo il controllo del mondo animale e vegetale. Oggi con estrema naturalezza si sente in diritto di decidere della sorte di una mamma orsa, commettendo l’errore di causarne la morte. Osa persino discutere la natura ed i suoi comportamenti, dimostrando a se stesso d’essere in maledetto errore. Daniza ha difeso i suoi cuccioli dall’essere umano, di cui non aveva fiducia. Ed aveva ragione, perché la sua morte ha confermato che non si sbagliava.
Barbara Giardiello
