L'allarme lanciato da Sentieri sulla Terra dei Fuochi
- Barbara Giardiello
- 6 lug 2014
- Tempo di lettura: 4 min

L'ISS (Istituto Superiore di Sanità) ha appena pubblicato l'aggiornamento di SENTIERI, lo 'Studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento' per la Terra dei Fuochi (TdF) e per il Sito d’Interesse Nazionale di Taranto (SIN), in adempimento alla Legge n°6 del 6 febbraio 2014 che stanzia 50 milioni di euro in due anni tra Campania e Puglia. La diffusione del ‘dossier choc’ ha creato non poco allarme: le vittime sono aumentate del 10% tra gli uomini e del 13% tra le donne! Immediata la correzione degli esperti, attraverso la pubblicazione di una ‘Nota per la stampa’ pubblicata lo scorso 4 luglio sul sito istituzionale dell'ISS, che annuncia: “SENTIERI è uno studio di tipo 'ecologico' ovvero non prende in considerazione le esposizioni dei singoli individui a particolari inquinanti, ma piuttosto esamina la situazione sanitaria delle popolazioni che risiedono in luoghi in cui sono presenti sorgenti di inquinamento. Pertanto le sue caratteristiche metodologiche non consentono, in linea generale, la valutazione di nessi causali, permettono tuttavia di individuare situazioni di possibile rilevanza sanitaria da approfondire con studi mirati. La metodologia, inoltre, si basa sulla individuazione a priori, in base a una revisione sistematica e standardizzata della letteratura scientifica, delle patologie associabili a quadri di contaminazione ambientale. Si tenga conto che queste ultime patologie sono peraltro ad eziologia multifattoriale e l’inquinamento può concorrere o esserne causa. Pertanto i risultati che derivano dall’impostazione seguita dallo studio SENTIERI non consentono di attribuire all’esposizione individuale a specifici inquinanti eccessi di mortalità o ospedalizzazione o incidenza tumorale, ma consentono invece di segnalare che le popolazioni che risiedono in territori ove sono presenti sorgenti di inquinamento presentano eccessi di occorrenza (mortalità, ospedalizzazione, incidenza) di patologie che sono associate alla presenza di tali sorgenti. Tali dati, lo ricordiamo, sono coerenti con la precedente Relazione Situazione epidemiologica della Regione Campania e in particolare delle province di Caserta e Napoli (città esclusa), con riferimento all’incidenza della mortalità per malattie oncologiche pubblicata sul sito del Ministero della Salute il 19 dicembre 2012". Questi fondi sarebbero rivolti, come nuovamente precisato lo scorso 4 luglio dal ministro Beatrice Lorenzin in un tweet a Roberto Saviano, per 'screening di massa'.
La legge confina la TdF in 55 Comuni situati tra la provincia di Napoli e Caserta, eppure non esistono studi che accertino che siano questi Comuni i soli ed i più a rischio da un punto di vista ambientale. Non a caso lo studio condotto dall'ISS sostiene che è altamente complesso definire la caratterizzazione delle diverse matrici contaminanti, a causa delle multiple forme di inquinamento e della sua propagazione: combustione dei rifiuti, tanto solidi urbani quanto tossici, smaltimento illegale ed incontrollato dei rifiuti pericolosi. C'è dunque da chiedersi, può bastare un controllo sui suddetti 55 Comuni e possono bastare 25 milioni stanziati per 2 anni? In sintesi, ci si può illudere che possa questo sollevare le coscienze di uno Stato latitante e sino ad ieri indifferente, di un nord noncurante e criminale nella sua consapevole azione di morte, di un divario indegno nella pubblica prestazione di assistenza sanitaria, lì dove il comune cittadino paga con pesanti tasse lo scotto di mala sanità, pessima amministrazione, tacita connivenza tra Stato e camorra? Possono 2 anni bonificare anni ed anni di intossicazione e tossicità, di contaminazione ed inquinamento? Lo studio evidenzia un insieme di patologie che espongono a rischio entrambi i generi per i 3 indicatori utilizzati: - mortalità - ricoveri - incidenza tumorale Le patologie tumorali più riscontrate sono: tumori maligni dello stomaco, del fegato, del polmone, della vescica, del pancreas (tranne che nell’incidenza fra le donne), della laringe (tranne che nella mortalità fra le donne), del rene (tranne che nell’incidenza fra gli uomini), linfoma non Hodgkin (tranne che nella mortalità fra gli uomini). In eccesso in tutti i 3 indicatori il tumore della mammella. Nella provincia di Caserta gli eccessi in entrambi i generi per i due esiti disponibili (mortalità e ricoveri ospedalieri) riguardano i tumori maligni dello stomaco e del fegato; i tumori del polmone, della vescica e della laringe risultano in eccesso tra i soli uomini. Ed ora volgiamo lo sguardo verso la fetta di popolazione che maggiormente pagherà le conseguenze del nostro disastro ambientale: i bambini. Lo studio indica l’assenza di un eccesso di mortalità tra i bambini, mentre il tasso di ricoveri nel primo anno di età per i tumori è risultato maggiore del 51% nella provincia di Napoli e del 68% in quella di Caserta. Per quanto riguarda la fascia di età 0-14 anni si osserva un eccesso di ospedalizzazione per leucemie in provincia di Caserta. Nella provincia di Napoli, servita dal Registro Tumori, si è osservato un eccesso di incidenza per tumori del sistema nervoso centrale nel primo anno di vita e nelle classi d’età 0-14. Ma per queste patologie è possibile effettuare una concreta prevenzione? Esistono screening di popolazione che possono portare ad una diagnosi precoce o ad un ritardo della loro progressione? I ricercatori sostengono di no, che non esistono screening scientificamente attendibili se non per il tumore del colon-retto e della mammella, già definiti dai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Dunque, di cosa si parla? Quando il ministro Lorenzin afferma testualmente ‘Dare sicurezza ai cittadini è la mia priorità’, cosa intende? Inscenare interventi straordinari che acquietino chi intorno a sé assiste impotente, quando non è malato in prima persona, allo sterminio di famiglie, condomini, quartieri? Ordinarietà! La Campania e la TdF esigono ordinarietà! Controllo territoriale, vigilanza, sicurezza, prevenzione, assistenza, tutela, termini e concetti che in qualsiasi Stato civile e coeso dovrebbero essere applicati con medesima solerzia e pari impegno da nord a sud, da est ad ovest, senza discrimazioni territoriali, senza la proclamazione perpetua di ‘faremo, diremo, interverremo’, perché la morte non conosce volti, non conosce età, non conosce potere, non conosce ricchezza e tutti, un giorno, dovremo farci i conti, dunque prima di allora che questo indegno paese cerchi rimedio attraverso l’immediata, pronta e competente assistenza sanitaria, che impari ad accudire i bisognosi, i malati, i deboli e chi oggi è in stato di abbandono, che intervenga con indagini serie, con bonifiche lì dove concretamente possibili, con interventi di rilancio per l'agricoltura e l'economia prostrate, perché l’essere umano merita rispetto e non va trattato come un rifiuto, mai! Barbara Giardiello