«Io, turista milanese: che bella Napoli senza pregiudizi»
- Barbara Giardiello
- 29 apr 2014
- Tempo di lettura: 3 min
Oggi su Il Mattino on line è pubblicata la seguente e-mail, che riporto integralmente.
«Io, turista milanese: che bella Napoli senza pregiudizi»
Tornavo dopo anni a Napoli, non senza pregiudizi. Dopo pochissimo il castello di pregiudizi è crollato per lasciare spazio ad un edificio di luminoso stupore e apprezzamento. Cortesia, gentilezza, disponibilità le virtù che fanno grande una popolazione e che ci sono state profuse in questa settimana vissuta alacremente nella faticosa "professione di turista". Lasciamo domani Napoli con il ricordo di occasionali incontri che ci hanno arricchito moralmente e culturalmente, con dialoghi in libertà tra anonimi passanti con figure che difficilmente scorderemo: Stefano un autodidatta cultore dell'arte, delle scritture sacre, dell'iconografia che ci ha "traghettati" con sapiente maestria tra la cappella del Piccolomini al soffitto del Vasari in Sant'Anna dei Lombardi e che "trovarne...di persone così"; di un piccolo imprenditore che si adopera per rivalutare il proprio mercato e che ha trasformato la sua vita in un work in progress e crede nel suo lavoro; di un assistente capo della Polizia di stato che oggi verso le 14 in servizio al posto di polizia all'interno di Castel Capuano ci ha favorevolmente impressionati per le sue conoscenze storiche e per la passione per l'arte e che ci ha svelato alcuni aspetti che difficilmente si colgono d'acchito. Il motivo conduttore che unisce queste tre figure è l'amore per la loro città, che è un amore condiviso con tutta la popolazione di Napoli. Napoli è un caleidoscopio di situazioni, è un melting pot, un crogiolo di etnie che condividono in vari modi una sola lingua. Napoli è un museo a cielo aperto i cui tesori non sempre espone e che ti vengono segretamente mostrati solo se dimostri dinesserne veramente interessato. Un grazie a Napoli per averci deliziato con i suoi tanti monumenti e grazie ai tanti sconosciuti che abbiamo incontrato, e che hanno condiviso le loro conoscenze con noi e che confidando nel destino ritroveremo un giorno. Davide Priori Ho spesso immaginato che l’origine del preconcetto che avvolge e stritola indistintamente Napoli sia l’equivalente di un ampio mercato popolare. All’interno la concorrenza tra i banchi ed i venditori è alta, c’è chi punta esclusivamente sulla qualità della mercanzia, chi sul rapporto qualità-prezzo, chi preferisce ‘giocar sporco’, temendo di non riuscire a competere. Il più scaltro, il più abile, ma evidentemente anche il più ignorante dei venditori opta per quest’ultima chance, decidendo di colpire il dotato rivale di banco attraverso il ricorso ad insulse falsità sulla qualità della sua merce. Purtroppo l’astuzia molto spesso premia ingiustamente e così da una voce, si diffonde un mare di voci accusatrici ed infondate. Senza che nessuno ne verifichi la veridicità, senza che nessuno assaggi neppure la merce, quel banco comincia ad essere disertato, il venditore calunniato, persino l’onestà sua e della famiglia viene infangata. Ecco, credo che a Napoli accada così. Migliaia di turisti di ogni dove la disertano perché fondano le loro scelte su preconcetti, su ridicole, becere voci di chi teme Napoli esclusivamente per la bellezza e l’unicità che rappresenta. Sia chiaro, amo la mia città, ma non intendo negare la spiccata fusione di contraddizioni che racchiude nel suo guscio, eppure, pur detestantone talune peculiarità, credo sia proprio in questa essenza, nella sua prerogativa di città-ossimoro che affascina occhi e cuore. Aprirsi a Napoli senza prevenzione significa coglierne l’anima, significa arricchirsi nello spirito, significa conoscere una realtà che non esiste altrove. E con essa aprirsi ad un popolo unico, forse a tratti esageratamente cordiale e disponibile, ma con un cuore ed una sensibilità ed una genialità rari, tali da averlo reso immortale agli innumerevoli auspici e tentativi di ‘sotterramento’. Un antico proverbio enuncia ‘Vedi Napoli e poi muori’. Sarebbe tempo di tramutarlo in ‘Vedi Napoli e rinasci’. Barbara Giardiello
