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La Perugina-Nestlè comunica la cassa integrazione ordinaria per 867 dipendenti

  • Barbara Giardiello
  • 19 feb 2014
  • Tempo di lettura: 2 min

Mentre al Vittoriano di Roma sino al 23 marzo nella mostra 'Un amore italiano' si celebrano gli oltre 90 anni di storia, successi e cartigli dei Baci Perugina, i cioccolatini italiani più famosi al mondo, oggi si legge che l’azienda ha comunicato la decisione unilaterale di procedere all’attivazione della cassa integrazione ordinaria per 867 lavoratori.

La Cgil, la Cisl, la Uil e la Rsu reagiscono all'unisono inviando una nota congiunta in cui esprimono comprensione verso la gravità della crisi in essere, ma pure convinta consapevolezza di una mancata reazione da parte del management italiano, attraverso scelte industriali coraggiose ed investimenti.

Per questo motivo esprimono la non accettazione del totale carico ai danni dei lavoratori, favorendo l'idea di 'solidarietà' alla 'cassa integrazione', ammortizzatore passivo. La solidarietà, difatti, prevede un piano industriale che vada condiviso con i sindacati e con la Rsu (Rappresentanza sindacale unitaria) e che consenta ai lavoratori di affrontare i sacrifici richiesti per il rilancio della fabbrica.

Pur non offrendo la Nestlè-Perugina tali garanzie allo stato odierno, la società attraverso una nota fa sapere di essere disponibile al dialogo con le rappresentanze sindacali. Si legge: "Per fronteggiare il periodo di calo produttivo, come già fatto nel recente passato, Nestlè ha proposto il ricorso alla cassa integrazione ordinaria, destinata nelle intenzioni aziendali a coinvolgere, a rotazione, circa 200 addetti. L’azienda è, tuttavia, disponibile a proseguire nel dialogo con i sindacati al fine di trovare le soluzioni migliori e più idonee per adeguare il modello produttivo alla nuova realtà di business, tutelando sia la competitività della fabbrica Perugina, sia i lavoratori coinvolti".

Il marchio storico è nato nel lontano 1907 a Perugia ed è famoso in ogni parte del globo non solo per i Baci Perugina ma anche per le Rossana, le caramelle dagli incarti rossi. Nel 1988 entra a far parte del gruppo svizzero Nestlè ed oggi è sull'orlo del collasso, pur rappresentando un'eccellenza dolciaria italiana per le sue alte doti professionali, territoriali, produttive. Senza speranze, come tante realtà analoghe esprime la decomposizione della struttura imprenditoriale italiana e, conseguentemente, del tessuto lavorativo. Barbara Giardiello

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